Ritiri di Quaresima

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Innanzitutto auguro a tutti una Buona Pasqua! Sta per finire il lunedì dell’ottava di Pasqua e possiamo dire che abbiamo finito una maratona di attività della Settimana Santa e di Pasqua. Sono stati veramente giorni di molto lavoro e molto fruttuosi, allo stesso tempo. Per la prima volta nella storia della nostra parrocchia siamo in quattro sacerdoti per la Settimana Santa. Si sono potute moltiplicare le cerimonie in molti punti della parrocchia, molto lontani tra loro, per la grande gioia della gente che ha ringraziato molto, soprattutto coloro che non avevano la possibilità di avere queste cerimonie negli anni scorsi.

Però, prima di raccontare i fatti di questi giorni, devo andare un po’ indietro per raccontarvi della Quaresima. Mi trovo molto indietro nei racconti delle cronache: i lavori apostolici mi impediscono di dedicare molto tempo alla scrittura. Tuttavia non voglio tralasciare questi racconti, perché le cronache servono anche a noi missionari, per lasciare una piccola storia della missione affinché possano rimanere registrati i fatti più importanti per i missionari che verranno dopo di noi. E tra le cose degne di essere registrate ci sono i “Ritiri di Quaresima” che abbiamo portato per la prima volta nella nostra missione.

Riconosco che non è un’idea originale, dato che immagino che molti li facciano nelle loro parrocchie e missioni. Inoltre, perché due anni fa in una riunione dei sacerdoti della decania, mentre si parlava delle attività realizzate nelle diverse parrocchie, alcuni parroci hanno raccontato che hanno fatto questi ritiri di Quaresima nei vari centri, e che gli hanno dato molto frutto. Così noi abbiamo pensato che alla prima occasione utile li avremmo proposti, e così abbiamo iniziato quest’anno.

Abbiamo iniziato un giorno di ritiro in ogni centro che abbiamo. Abbiamo 7 centri in totale, nei quali si raggruppano vari villaggi. Lasciando il centro parrocchiale, dove siamo sempre presenti, abbiamo fatto un ritiro per ogni sabato di Quaresima, per un totale di sei. Li abbiamo fatti di sabato, affinché gli alunni della scuola primaria, secondaria e i maestri avrebbero potuto parteciparvi.

Sono consistiti in attività separate per i gruppi: i bambini, giovani e adulti. Per i bambini abbiamo fatto delle piccole prediche, confessioni e giochi; era edificante vederli confessarsi mentre il resto dei bambini continuavano a giocare. Era una vera fotografia dell’oratorio di Don Bosco.

I giovani hanno avuto le loro prediche, un po’ più lunghe e soltanto per loro, come anche gli adulti. Nel frattempo i sacerdoti confessavano tutto il giorno finché non rimaneva nessuno da confessarsi. Generalmente si cominciava con due prediche, dopo il rosario a mezzogiorno e a continuazione la Santa Messa. Dopo si faceva riposo e un semplice pranzo, perché molta gente era arrivata a piedi da altri villaggi e doveva mangiare qualcosa per riprendere forze. A continuazione c’era un’altra piccola predica, si pregava il Via Crucis per le vie del villaggio, dando una grande testimonianza penitenziale, con canti appropriati e generalmente con un grande caldo, sotto un sole radiante.

È stato veramente magnifico. Abbiamo visto molti frutti, soprattutto la grande grazia delle confessioni. È impossibile per noi poter confessare la gente quando andiamo a celebrare le cerimonie della Settimana Santa nei villaggi. A molta gente non viene celebrata la Messa e non hanno le cerimonie nei propri villaggi per questa settimana. Così che riunirli in un luogo e poter andare due o tre sacerdoti ascoltare confessioni è stata una vera benedizione di Dio. Per la Settimana Santa possiamo dire che tutti hanno avuto l’opportunità di confessarsi… almeno quelli che hanno cercato di farlo.

In un ritiro ho confessato per circa 4 ore. Negli altri ci siamo andati sempre due sacerdoti e abbiamo confessato per 3 ore o anche di più. In uno siamo andati tre sacerdoti, per un totale di 6 ore di confessione fra i tre.

Un grande aiuto è venuto dalle suore e dai postulanti dell’IVE e delle SSVM. Ci siamo divisi per squadre per le prediche ai bambini e ai giovani… e siamo andati nei vari centri con tutta l’attrezzatura missionaria: giochi per bambini, cose di liturgia, libri per le prediche, rosari devozionali da vendere, e le cose di audio per la Messa e per il Via Crucis da pregare per le strade.

Siamo arrivati molto stanchi da ogni ritiro, soprattutto quando in un fine settimana ce ne sono stati due nello stesso giorno, perché abbiamo dovuto sospenderne uno a causa della morte di una religiosa di un’altra parrocchia. Eravamo sfiniti, ma come dico sempre, con una grande gioia interiore. Lo vedevamo come una vera azione missionaria. Era come fare una missione popolare intensiva. Mi colpiva soprattutto il Via Crucis per le strade. In alcuni luoghi la gente ubriaca veniva a disturbare, e la gente del Via Crucis continuava a pregare stando in ginocchio in mezzo alla strada. In qualche villaggio siamo arrivati ad essere circa 300 persone per le strade. Ed in altri villaggi più piccoli non si arriva a questo numero, ma il fatto di pregare il Via Crucis per le strade chiamava molto l’attenzione dei pagani, che si trovano numerosi in questi luoghi. Sembravano essere veramente giornate penitenziali di purificazione, col sacrificio della gente che arrivava da lontano in cammino, come un vero pellegrinaggio, e poi stava tutto il giorno ad ascoltare conferenze, confessarsi, a pregare Rosario e a partecipare alla Santa Messa e, per finire, con il Via Crucis e fare ritorno a piedi alle proprie case dove arrivavano di notte. Quello che si è visto è stato ammirevole da tutti i punti di vista. Pensavo alle missioni popolari che predicavano alcuni santi, dai quale abbiamo appreso questi esercizi missionari, e immaginavo che somigliavano molto a quello che stavamo facendo noi.

I frutti di questi ritiri sono sotto i nostri occhi, e l’anno prossimo senza dubbio faremo ogni sforzo per continuare questa attività, anche se sappiamo che dobbiamo migliorare molte cose, ma con l’esperienza si raggiunge un miglior risultato.

Dio vi benedica.

Firmes en la brecha!

P. Diego Cano, IVE

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