Mille volte grazie per i tanti doni

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Mwanza, Tanzania, 30 gennaio 2018

Quest’anno abbiamo avuto la grazia di poter avere i nostri primi Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio per sacerdoti, qui in Tanzania. Per questo evento abbiamo invitato a predicare il p. Carlos Ferrero, IVE, missionario in Cipro.

Vorrei raccontarvi di questo, degli Esercizi e della visita del p. Carlos, ma avrei bisogno di una cronaca particolare per queste attività, perché ci vorrebbe del tempo per raccontarvi dettagliatamente questi giorni che abbiamo trascorso.

Adesso voglio soltanto fare una breve riflessione di ringraziamento, perché il 18 gennaio ho compiuto cinque anni di missione in questo posto.

Eravamo a metà degli esercizi e questo giorno mi è toccato presiedere la Messa. È stata una cosa speciale poter trascorrere questo giorno tra delle giornate di preghiera, poter riflettere su tutto quello che ho vissuto, e ringraziare. È anche stato buono perché si può guardare indietro ed esaminarsi, come ci insegna a fare Sant’Ignazio, per fare esperienza, per chiedere perdono e rendere grazie, e fare dei propositi.

Nel momento della consacrazione, mentre elevavo l’Ostia Consacrata, e dopo il Calice con il Sangue di Cristo, ho chiesto particolarmente la grande grazia della perseveranza, la grazia delle grazie.

Il momento della consacrazione della Messa passa molto rapidamente, dura pochi secondi, che tuttavia sono sempre molto intensi. È impossibile dire quello che avviene nella mente e nel cuore sacerdotale in questi istanti. Anche tra consolazioni e desolazioni è sempre qualcosa di speciale, o dovrebbe esserlo, e per questo ci si deve sforzare per concentrarsi il meglio possibile.

In questo giorno sono rimasto sorpreso da come sono passate nella mia mente molte immagini e molti ricordi… Il mio primo viaggio in Tanzania, con molta ansia e molte paure, ma anche con molta gioia; il congedo alla mia famiglia…, le lacrime, i familiari che ho abbracciato per l’ultima volta, tra i quali mio padre; le prime esperienze, gli stupori, il difficile tempo di studio della lingua, i fallimenti e le “figuracce” che ho fatto…; le cose che sono cresciute nella missione: le cappelle, i villaggi, i campeggi, i catechisti, i compagni di missione, le suore, le vocazioni…, la casa di formazione. Signore grazie! Grazie, grazie, grazie! E a prescindere dai tanti difetti e peccati, dalle molte mancanze per le quali chiedo perdono, posso dire con gioia e soddisfazione: sono qui! Ti chiedo di continuare, di essere fedele fino alla fine, per tutti gli anni che vuoi, qui in Africa, dieci, venti, trenta anni, o tutta la vita. Sono qui! Concedimi la grazia di continuare ad essere sempre firme en la brecha!

Può passare tutto questo per la mente nel momento così breve della consacrazione? Sì. Non so come, ma sì, e lo dico con tutta sincerità. È anche vero che uno approfitta di queste grazie per continuare a trarne profitto…, ed allora ho ricordato le paure che avevo di venire: delle malattie, della lingua, se avrei potuto resistere, se avrei avuto salute sufficiente… e per tutte queste cose chiedevo aiuto a Dio affinché semplicemente mi aiutasse ad avere fiducia, e dopo che fosse stato ciò che lui avrebbe voluto.

Ed è qui che le parole non bastano, perché nonostante tutto: gli anni nei quali ho dovuto stare da solo nella missione, l’incidente del P. Johntin, le molte difficoltà vissute…., le varie operazioni chirurgiche, ho potuto vedere ciò che Dio ha fatto: la quantità dei sacramenti che si sono dati, i campeggi di catechesi, di chierichetti, di bambine, e i bambini soltanto l’anno scorso sono stati più di duemila, la missione popolare a Kangeme, le vocazioni, le cose di formazione , il postulantato e adesso il noviziato, “senza soldi”, con il vostro generoso aiuto. Penso al numero dei missionari, già quattro sacerdoti e cinque suore, più i postulanti di entrambi gli istituti. Questi cinque anni sono incredibili.

E anche un’altra cosa che mi sorprende e rallegra è che in questi cinque anni ho fatto più di duecento pubblicazioni, o cronache, come dir si voglia. Non l’avrei mai pensato, ma così ha voluto Dio, perché molte volte ho pensato di smettere di scrivere, ma in diverse occasioni siete stati voi stessi ad incoraggiarmi ad andare avanti in questo apostolato…, e qui siamo!

Dio mio, dovrei dedicare un’altra cronaca per enumerare tutte le grazie che abbiamo ricevuto l’anno scorso nell’ordine materiale-spirituale: i terreni che si sono acquistati per costruire cappelle, le cappelle che si sono iniziate a costruire, quelle nelle quali abbiamo contribuito a costruire il tetto, quelle che si continuano ad abbellire nella misura del possibile in questo luogo, i regali che abbiamo potuto fare ai bambini, la costruzione della casa di formazione… che sta ancora continuando. E dico grazie di ordine materiale-spirituale perché certamente questi aiuti per poter avere una cappella o una casa sono un grande miglioramento soltanto materiale, ma che fa felici i fedeli e noi, e sono aiuti per partecipare meglio, per pregare meglio, per avere un luogo degno per riunirci ogni settimana.

Mille volte grazie per i tanti doni e mille volte perdono per le tante mancanze!

Firmes en la brecha!

 P. Diego Cano, IVE.